Silicon Valley: salvare il mondo dal data-geddon

La creazione di dati è in tremenda espansione. Con tutti questi selfie e file inutili che la gente si rifiuta di cancellare dal cloud. Il 92 percento dei dati mondiali è stato creato solamente negli ultimi due anni. Al ritmo attuale, la capacità globale di archiviazione dei dati si esaurirà entro la prossima primavera. Sarà una vera e propria catastrofe.
Carestie di dati, razionamento di dati… mercati neri di dati. Un algoritmo di compressione salverà il mondo dal Data-geddon

[Silicon Valley, s02e01]

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20 sigle più belle delle serie tv

Ecco le 20 sigle più belle delle serie tv che in questi anni ho guardato. È una raccolta, non una classifica, quindi sono ordinate per come mi sono venute in mente, niente di più.

Peaky Blinders

Misfits

Justified

Sons of Anarchy

(qui la versione irlandese, e chi ha visto la serie sa perchè)

Boardwalk empire

Dexter

Chicago code

Shameless

Weeds

Game of thrones

True detective

The wire

The sopranos

Halt and catch fire

Black sails

Outlander

C.S.I. Las Vegas

Community

The L-World

Boris

Peaky Blinders

peaky blinders

-Siamo chiusi, signor Shelby.
-Portami da bere.
-Vuole che me ne vada?
-Sono venuto qui per avere compagnia. Dov’e’ Harry?
-Si e’ preso la serata libera. E’ andato al cinematografo. Come sta quel bellissimo cavallo?
-Gli ho appena piantato una pallottola in testa.
-Era zoppo?
-Mi ha guardato storto. Non e’ una grande idea guardare storto Tommy Shelby.
-Che spreco.
-Gia’. E’ proprio vero, e’ stato uno spreco. Sai, in Francia… in Francia mi sono abituato a vedere morire gli uomini.
Non mi sono mai abituato a vedere morire i cavalli. Muoiono in modo atroce.
-Ho trovato un vestito, come mi aveva chiesto.
-Grazie.
-Andremo a Cheltenham? A Cheltenham c’e’ un evento importante, giusto?
-Ci sara’ il Re, li’.
-Re Giorgio?
-No. Re Billy Kimber… con tutti i suoi uomini.
-E io cosa dovro’ fare?
-Per due sterline, farai quello che ti chiedo di fare.
-Ne voglio tre. Se devo incontrare un Re… non voglio indossare un vestito da due soldi. E le avevo chiesto di lasciarmi cantare. Ora anche questo fa parte dell’accordo.
-Da quando? Da quando ha abbozzato un sorriso.
[…]

-Allora, cosa canti?
-Quello che vuole.
-Va bene. Sali su una sedia.
-Ok. Allegra o triste?
-Triste.
-Va bene. Ma la avverto… le spezzero’ il cuore.
-E’ gia’ stato spezzato.

[Peaky Blinders, s01e02]

ne sono capaci

-Dove sei stato? Iniziavo a preoccuparmi.
-Windsor.
-Windsor? A fare cosa? Lassu’ ci sono solo canadesi.
-Sono andato a trovare una persona.
-Sai, ci sono delle persone anche qui, eh. Non se ne sono andati tutti. O almeno, non ancora.
-Sono andato a cercare una donna.
-Oh-oh
-Già. Mi ha colpito.
-Si’. Ne sono capaci.

[Low winter sun, cit., s01e04]

In questa serie è già la seconda volta in quattro episodi che usano Sufjan Stevens come colonna sonora. La citazione, a maggior ragione, è doverosa. Questo è l’ultimo pezzo usato

Revolution

Dopo una serie fallimentare e un film discutibile pare proprio che Abrams sia tornato a fare un prodotto di qualità. Non che la sua produzione sia cambiata, sostanzialmente le cose che fa e racconta sono sempre quelle. Se riesce a metterle insieme bene vengono fuori delle cose buone. Revolution, di cui ho appena visto il pilot, sembra essere una di quelle cose buone con il marchio Abrams.

Revolution è ambientato quindici anni dopo un black out totale. L’elettricità da un momento all’altro è scomparsa dalla faccia della Terra, e mai più ripristinata. Senza corrente elettrica l’intera umanità -o chi di essa è sopravvissuto- è tornata a una vita pre rivoluzione industriale. Una società con le sue leggi, i suoi governi, le sue dinamiche. Una ragazza, Charlie, cerca di salvare il fratello prelevato dalla milizia del generale Monroe, che domina quelle zone. Charlie è figlia di un uomo il quale pare fosse a conoscenza del black out prima che questo realmente accadesse. In punto di morte, ucciso dalla milizia, il padre suggerisce alla figlia Charlie di cercare a Chicago suo fratello -lo zio di Charlie-; lui l’avrebbe aiutata.

La serie, come dicevo, contiene tutti gli elementi tipici di una serie di Abrams: il mistero, il complotto, l’evento fantastico/soprannaturale, il flashback. Ci sono, almeno nel pilot, mille citazioni. Io ne ho colte veramente pochissime, sicuramente ce ne sono molte altre. C’è ad esempio moltissimo Lost, basti pensare che la madre di Charlie è Elizabeth Mitchell, lo zio si chiama Miles, un compagno di viaggio si chiama Aaron, e c’è un aereo precipitato. Si rifà ad altre serie di sopravvissuti come la meravigliosa e incompresa Gericho, la discreta Falling skies, e la pessima Terra Nova. Ma anche altri film come ad esempio Kill Bill e La compagnia dell’anello, con tanto di Legolas annesso.

Non so, probabilmente ci saranno coloro -e ci sono già ne sono sicuro- i quali stroncheranno questa serie insultandola e dando del bollito ad Abrams. Altri che la elogeranno annunciandola come la nuova Lost. La semplice verità è che entrambe le categorie valutano serie del genere con il metro di Lost, ma come Lost non esisterà nulla. Revolution, per le premesse e il pilot, merita di non essere insultata o abbandonata, come non va esaltata prima del tempo. Se non la rovinano ha tutte le potenzialità per essere un’ottima serie, tra le migliori novità almeno di quest’anno.

N.B.: qualcuno mi può confermare la sensazione che il babbo di Charlie avesse una relazione in Lost anche con Elizabeth Mitchell?

black mirror

E’ paragonabile un film a un romanzo? Per certi aspetti sì: in entrambi una storia viene raccontata, attraverso una suddivisione in capitoli per il romanzo e in scene per il film. E paragonare un romanzo a una serie televisiva? Allo stesso modo sì: i capitoli di un romanzo possono essere tranquillamente paragonati alle puntate di una serie TV. L’elemento è la narrazione che, in qualche modo, prosegue. Black mirror è una miniserie televisiva britannica. E non è un romanzo, ma una raccolta di racconti. Sono tre puntate, o se preferite tre racconti. Cast diversi, ambientazioni diverse, storie diverse. Eppure tutti hanno un tratto comune, nella loro diversità. La caratterizzazione è un futuro prossimo tecnologicamente avanzato nel quale la tecnologia svolge un ruolo dominante, se non deleterio e paranoico. Nel primo episodio la Principessa inglese viene rapita. L’unica condizione per il suo riscatto è che il Primo Ministro inglese, alle 4 del pomeriggio, in diretta nazionale e satellitare, abbia un rapporto sessuale con un maiale. Nella seconda puntata un grandissimo Daniel Kaluuya (Psychoville, The fades) è come molti altri rinchiuso in una struttura altamente tecnologica dove vive e soprattutto pedala, per raccogliere crediti al fine di partecipare a un talent show. La terza puntata descrive come un dispositivo che permette di salvare e rivedere ogni istante della propria vita possa condurre al termine di un amore. Una miniserie davvero imperdibile, come solo i britannici sanno confezionare. Imperdibile perchè oltre all’ottima fattura con la quale è stata confezionata, davvero lascia senza fiato e fa molto riflettere. Credo una delle cose più belle che abbia mai visto negli ultimi anni.

p.s.: e poi è una trilogia, e a me le trilogie fanno sempre impazzire!

the fades

Mini serie britannica in sei puntate! Best serie 2011! Trama, scarna e in poche parole: i morti non riescono ad ascendere, restano intrappolati sulla terra, ma trovano un modo per tornare in carne e ossa, e interagire con i viventi, non certo per far loro del bene. Gli angelici sono i custodi dei punti di ascensione e contrastano queste ombre. Paul un nerd sfigato risulta essere una sorta di prescelto, per dipanare il casino. Poca roba, direte voi. Eppure, invece, tanta roba. Una serie fatta divinamente, con un ritmo incalazante. Spettacolare ambientazione, ottimi dialoghi, bellissime battute, frequenti citazioni. Si ride anche, e parecchio. La prima puntata fa un po’ paura, poi per il resto ritmo ed emozioni. Ben concepita e ben fatta. Assolutamente da vedere.