The Jinx: The Life and Deaths of Robert Durst | La serie dell’anno

HBO ha nuovamente fatto la serie dell’anno. Anche se non è proprio una normale serie tv. È un documentario di sei puntate che racconta la vita, pazzesca, di Robert Durst, ricco imprenditore immobiliare di Manhattan.

La storia è veramente una storia pazzesca; non c’è trama di film così avvincente, e personaggio così complesso e misterioso. Se fosse stato un film avrebbe vinto il premio come miglior sceneggiatura e miglior attore protagonista. Robert Durst inquieta e diverte allo stesso tempo, non si capisce se è matto o perfettamente lucido, non sai mai se mente o dice la verità.

La sua storia è talmente paradossale che risulta ovvia, oppure è talmente ovvia da essere totalmente paradossale. Un uomo sospettato della scomparsa della moglie 30 anni fa, un uomo accusato di altri due omicidi -la sua migliore amica e il suo vicino di casa- che non si riesce a capire mai fino alla fine se sia il killer più spietato o la persona più sfortunata del mondo.

HBO ha fatto la serie dell’anno perchè ha raccontato tutto ciò magistralmente. Guardando le 6 puntate della serie spesso viene voglia di dire: “ma no, non può essere vero!”, “ma come è possibile che non…“, “questo è matto“, “questo è un genio del male“, “pazzesco, assurdo!”

È la serie dell’anno, perchè la realtà e il regista Jarecki hanno regalato un finale di serie che non si era mai visto per livello di intensità emotiva e di coinvolgimento.

The Jinx: The Life and Deaths of Robert Durst, non perdetelo, una storia pazzesca.

Poi se volete sapere come è finita, guardate -SPOILER- qui, ma solo dopo aver visto la serie

Annunci

The newsroom

Ho sentito molti pareri negativi riguardo questa serie molto attesa. Ho letto molte recensioni che non erano contente e speravano di più. Le critiche maggiori erano la poca aderenza alla realtà e l’eccessivo didascalico indottrinamento perseguito. Io ho trovato The Newsroom una delle nuove serie più belle dell’anno. Ci sono tre momenti che hanno reso indistruttibile questa mia convinzione. Sono  tre puntate (delle dieci trasmesse). La prima è la season premiere. E se ti innamori della prima puntata poi non hai scampo! In essa ho trovato quelle caratteristiche che sono rimaste lungo il corso delle altre puntate: dialoghi serratissimi, sarcastici, ironici, coinvolgenti. A volte facevo fatica a leggere per tempo i sottotitoli in italiano tale era il ritmo della discussione o del battibecco. Il monologo con il quale inizia la serie sul perchè in realtà gli Stati Uniti non fossero il più grande paese del mondo è una di quelle tirate tipiche di certe sceneggiature americane in cui si butta dentro di tutto. c’è forza, tensione, irritazione; le metafore abbondano, tutto scaturisce perfetto e lineare nonostante lo stato emotivo alterato, il patriottismo dilaga e la perfezione oratoria e retorica viene raggiunta e mantenuta per lassi di tempo lunghissimi in cui le proposizioni si susseguono naturalmente e veloci come moto da corsa sfrecciano sul rettilineo finale. Lì c’è tutta la serie, e se ti piace quello, il resto è in discesa.

Quando dico ti piace non intendo condividi, intendo proprio ti piace. Bisogna sempre partire dal presupposto che si tratta di fiction, e a me questo tipo di fiction fa impazzire! Finzione sì, ma fino ad un certo punto. La redazione di questo programma televisivo di approfondimento, infatti, prende a piene mani dalla realtà. Si inizia con la fuoriuscita di petrolio della Deepwater Horizon per arrivare al terremoto in Giappone e alla crisi di Fukushima. La seconda ragione per cui consiglio questa serie è la puntata riguardante la strage di Tucson. Una puntata da togliere il fiato e riempire gli occhi di lacrime. Non aggiungo altro. La terza è la season finale, in cui c’è nuovamente tutto, e ci sono i lieti fine e quelli meno lieti, c’è la vittoria e la sconfitta, c’è il massimo della gloria e della tracotanza. Ma in fondo è proprio quello che voglio. Non mi interessa l’aderenza con la realtà, il valore etico o morale, queste cose. Io voglio altro, voglio una serie fatta bene, ben recitata, che mi coinvolga, emozioni, commuova, rilassi, diverta. The newsroom è e fa tutto questo, e tanto basta.

luck

Luck è una serie televisiva americana, trasmessa della HBO. Una serie che rispetta in pieno le caratteristiche principali di una serie televisiva della HBO. Non a caso il pilot è stato trasmesso dopo l’ultima puntata di Boardwalk Empire. Ci sono molti personaggi e un unico grande teatro: il mondo delle corse dei cavalli. E la serie sembra voler quasi ripetere e imitare proprio le caratteristiche dei cavalli. Una serie imponente, elegante, rilassante, pacata ma con una grande forza pronta ad esplodere. Sono solo nove episodi; la serie è stata cancellata si dice a causa della morte di tre cavalli protagonisti. In queste nove puntate, lente quasi all’esasperazione, ci sono scene imperdibili, come quelle delle corse dei cavalli. La colonna sonora è sempre perfetta e all’altezza, sin dalla scelta della sigla iniziale. Davvero una serie di grande classe, con una recitazione e degli attori spettacolari (Dustin Hoffman e Nick Nolte, per dire i più famosi). Non perdetela!