arco nudo, chitarra, la canzone Pietre (che sono stato capace di scrivere ma non di suonare)

non sono mai stato un grande arciere. mai avuto velleità particolari. scherzando, quando iniziai, andavo dicendo che sarei stato la prossima medaglia d’oro olimpica. il quadriennio era appena iniziato, e si sarebbe concluso con i giochi olimpici di atene, nel 2004. per dire quanto il progetto sia fallito miseramente. ad ogni modo tirare con l’arco mi è sempre piaciuto molto e sono contento di aver ricominciato ad allenarmi. infatti avevo smesso, ed erano anni che non tiravo. il mio vecchio arco l’ho venduto tanto tempo fa, e quindi sto usando quello di mio padre, anche lui arciere disperso. la differenza rispetto all’altra volta è che invece che l’arco olimpico sto tirando un arco nudo. per i non addetti ai lavori tirare un arco nudo significa sostanzialmente non usare alcuni accessori tipici dell’arco olimpico come ad esempio bilancieri e mirino più qualche altro aggeggio. in realtà anche la tecnica e la postura variano, e la meccanica di tiro un po’ si modifica (la mano che tende la corda, ad esempio, non va sotto il mento ma all’angolo della bocca; l’occhio non mira nel mirino -che non c’è- ma fa riferimento per mirare alla punta della freccia). resta la bella sensazione, quando si compie un gesto corretto in tutte le sue parti e in tutti i suoi movimenti, di benessere, di essere a posto con il proprio corpo, in equilibrio.

non sono mai stato un grande chitarrista. anzi. ‘o zappatore mi schernivo io stesso. ma avevo voglia di tornare a strimpellare soprattutto per il gusto di farlo. il problema era che non avevo la chitarra. o meglio, delle tre che avrei potuto usare non c’era una che fosse completamente a posto. e quindi ho fatto questa spesa e mi sono comprato la chitarra acustica. e l’ho comprata nera, che mi sembra faccia sia triste blues man sia ubriaco folk singer. nonostante non sia in grado di suonare nè il blues nè il folk l’immagine che si trasmette è sempre importante.

avevo smesso di suonare la chitarra per vari motivi, tra i quali c’era anche uno artistico, tra virgolette. mi è capitato, anni fa, quando ho smesso di suonare la chitarra, di scrivere una canzone. ne avevo scritte tante, in passato, tutte impresentabili e figlie delle mie incompetenze di musicista. quella, però, era diversa. quella canzone mi piaceva tanto e soprattutto in testa mi suonava. nel senso che la mia immaginazione sentiva come doveva suonare, come andava cantata, insomma: come doveva essere. la mia testa la sentiva nitidamente quella canzone e ne era entusiasta. erano le mie mani che non sapevano suonarla, quindi si creava questa dicotomia fortissima e alla lunga insostenibile. avevo raggiunto l’apice delle mia capacità compositive ma la ristrettezza delle mie competenze esecutive mi impedivano di goderne. per questo abbandonai.

oggi, con le vicende del trasloco, mi è capitato di fare i sacconi. mi è capitato, cioè, di smistare le cose da tenere e quindi da portare nella nuova casa da quelle invece da buttare e spesso anche da dimenticare. tra le varie scartoffie ecco che compaiono i manoscritti della canzone. è stata una bella emozione ritrovarli, rileggere le parole. la canzone, poi, è tornata subito a suonarmi in testa, e suonava bene come la prima volta che l’avevo sentita. anche per questo ho comprato una chitarra nuova: per tornare a suonare quella canzone. si chiama Pietre, e ho appena provato a suonarla. continuo a non essere capace. intanto condivo il testo:

seduto sul banco attendo un mutuo soccorso
seduto sul banco attendo un mutuo soccorso

vecchio angelo dove sei finito

angelo tremendo non lo hai capito

che l’uomo è un cromosoma agorafobico

che cerca la moltitudine ma rifiuta la solitudine

pietre, pietre sopra la schiene di schiavi solidali

pietre, pietre sopra le schiene di schiavi solidali

ma non c’è una culla o una catena

nel mare cadono stendardi, conigli aristocratici, cigni sgozzati

ma non c’è una frusta o una candela

voi, solo voi signori e padroni di saltimbanchi anestetizzati

cogliete quella moneta simbolo di proprietà

pietre, pietre sopra le schiene di schiavi solidali

pietre, pietre nelle mani tra le schiere di schiavi solidali

pietre, pietre nelle mani tra le schiere di schiavi solidali

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4 thoughts on “arco nudo, chitarra, la canzone Pietre (che sono stato capace di scrivere ma non di suonare)

  1. Ma che chitarra radical-chic!!! Finalmente il capolavoro incompiuto viene alla luce, ti vedo già che la canti a San Remo..e ovviamente oro alle prossime olimpiadi facendo punteggio pieno!! 🙂

  2. tu arciere? ma che bello, molto affascinante! prossimo post: foto dell’arco, seguito da video della song, please.. 🙂

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