Revolution

Dopo una serie fallimentare e un film discutibile pare proprio che Abrams sia tornato a fare un prodotto di qualità. Non che la sua produzione sia cambiata, sostanzialmente le cose che fa e racconta sono sempre quelle. Se riesce a metterle insieme bene vengono fuori delle cose buone. Revolution, di cui ho appena visto il pilot, sembra essere una di quelle cose buone con il marchio Abrams.

Revolution è ambientato quindici anni dopo un black out totale. L’elettricità da un momento all’altro è scomparsa dalla faccia della Terra, e mai più ripristinata. Senza corrente elettrica l’intera umanità -o chi di essa è sopravvissuto- è tornata a una vita pre rivoluzione industriale. Una società con le sue leggi, i suoi governi, le sue dinamiche. Una ragazza, Charlie, cerca di salvare il fratello prelevato dalla milizia del generale Monroe, che domina quelle zone. Charlie è figlia di un uomo il quale pare fosse a conoscenza del black out prima che questo realmente accadesse. In punto di morte, ucciso dalla milizia, il padre suggerisce alla figlia Charlie di cercare a Chicago suo fratello -lo zio di Charlie-; lui l’avrebbe aiutata.

La serie, come dicevo, contiene tutti gli elementi tipici di una serie di Abrams: il mistero, il complotto, l’evento fantastico/soprannaturale, il flashback. Ci sono, almeno nel pilot, mille citazioni. Io ne ho colte veramente pochissime, sicuramente ce ne sono molte altre. C’è ad esempio moltissimo Lost, basti pensare che la madre di Charlie è Elizabeth Mitchell, lo zio si chiama Miles, un compagno di viaggio si chiama Aaron, e c’è un aereo precipitato. Si rifà ad altre serie di sopravvissuti come la meravigliosa e incompresa Gericho, la discreta Falling skies, e la pessima Terra Nova. Ma anche altri film come ad esempio Kill Bill e La compagnia dell’anello, con tanto di Legolas annesso.

Non so, probabilmente ci saranno coloro -e ci sono già ne sono sicuro- i quali stroncheranno questa serie insultandola e dando del bollito ad Abrams. Altri che la elogeranno annunciandola come la nuova Lost. La semplice verità è che entrambe le categorie valutano serie del genere con il metro di Lost, ma come Lost non esisterà nulla. Revolution, per le premesse e il pilot, merita di non essere insultata o abbandonata, come non va esaltata prima del tempo. Se non la rovinano ha tutte le potenzialità per essere un’ottima serie, tra le migliori novità almeno di quest’anno.

N.B.: qualcuno mi può confermare la sensazione che il babbo di Charlie avesse una relazione in Lost anche con Elizabeth Mitchell?

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