Lip service

Dopo il grande successo ottenuto da L Word, si è da poco conclusa una miniserie britannica, Lip service, ambientata a Glasgow. La tematica è la stessa: le vicende di un gruppo di ragazze lesbiche, ma le differenze sono diverse. Mentre L Word si è rilevato con il passare delle stagioni molto incentrato sulle vicende amorose, quasi da soap opera, con un’ambientazione fin troppo aristocratica e chic, Lip Service, in queste 6 puntate che costituiscono la prima stagione, si impegna, nonostante gli stereotipi inevitabili, ad aggiungere qualcosa di più ricercato e umano. La fredda e periferica Glasgow è un’ottima cornice che influisce e caratterizza anche l’ambientazione emotiva della serie, malinconica e umida. I personaggi sono anche qui molto stereotipati: la trasandata affascinante e indipendente, la perfettina insicura e ordinata, il maschiaccio poliziotta e di saldi principi, la matta persa tra le nuvole e goffa, il migliore amico innamorato, l’altro che non vuole sposarsi e impegnarsi. In questo inevitabile contesto di luoghi comuni, necessari a caratterizzare una serie, le vicende e i dialoghi però si spingono oltre, e più in profondità, creando una serie assolutamente godibile e piacevole. Un po’, come si diceva prima, per l’ambientazione, un po’ perché è sempre meglio l’accento britannico di quello americano, un po’ perché la trama non dipende dall’orientamento sessuale delle protagoniste, il quale è solo un pretesto, o meglio, un elemento particolare del contesto. In Lip service questioni comuni a tutti come la disoccupazione, i problemi famigliari (con un piccolo giallo dai toni drammatici), le decisioni importanti e decisive per il futuro, vengono trattate con accenti chiari e precisi, non troppo drammatici, ma nei quali ci si può tranquillamente immedesimare. Droga, sesso, alcool completano il contesto in dosi assolutamente riscontrabili ovunque. Da ultimo non poteva mancare il fatto che, così come in L Word, anche il Lip service mi innamorassi perdutamente del personaggio trasandata affascinante e indipendente. Sia Shane (L Word) sia Frankie (Lip Service) costituiscono lo stesso prototipo di personaggio: la prima mora, le seconda bionda. Ed ora non so a quale delle due affidare per sempre il mio cuore, sedotto e adorante!

Shane                                                        Frankie

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2 thoughts on “Lip service

  1. …no! The L Word resta il migliore! Lip Service ne è una copia riuscita male…non è proprio male come serie, ma è molto più intrigante e affascinante The L Word!

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