teen drama

E adesso cosa fai? Avanti ragazzo, dimmi, come hai intenzione di uscirne. Ti atteggi con posa sicura, oh cavolo, ma guardati, hai la fronte sudata e sei paonazzo in volto, ma dove credi di andare? Quando ti appendi a quegli occhi e ti fissi in quello sguardo, lo sai amico, è uno sguardo di sfida: aspetta che tu ti pronunci, che tu faccia la prima mossa. Lo pretende, lo vuole. E tu sei lì impalato, amico, con una posa rassicurante mentre dentro nelle vene e in gola è tutto un subbuglio. Muori dentro, e lo sai. Sai che stai facendo la figura del fesso, punti tutto sull’istinto materno del: che tenero, così imbranato! Sai anche che, inevitabilmente, lo dirà mai alle sue amiche anche se non in questi termini. Ma la cosa che più ti blocca è che questa figuraccia, la fai consapevolmente. Eh già mio caro, intimamente lo sai. L’hai colto l’attimo, quello che non vuole più parole, né gesti, né brillanti aneddoti, l’hai colto eccome. Quell’attimo magico in cui fai l’ultimo respiro prima di immergerti, quell’attimo in cui sai che andrà tutto bene, proprio quello, quando ti sembra di essere onnipotente e l’unica forza che ti scorre nelle vene è quella della passione e del desiderio; l’hai colto quell’attimo, i suoi occhi te lo hanno presentato su un piatto d’argento, è inutile che ti rammarichi, lo hai perso, e sei lì a fare la figura dell’imbranato che non si è accorto che il momento era arrivato. Ma Cristo, e come lo spieghi a lei cosa si prova davanti ad uno sguardo del genere, come li descrivi quegli occhi e il loro potere, proprio a lei che con quello sguardo ci ha sempre vissuto, e quegli occhi li ha sempre visti? Proprio a lei che forse non si rende conto -oppure è perfettamente consapevole- della magia che hanno. Non puoi sempre rovinare tutto con le parole, le parole sono l’ultima arma di difesa che hai da quelle armi di seduzione. Eppure lo sai che dovrai cedere disarmato. E, cazzo, tocca sempre a te cogliere il momento corretto e il modo appropriato per arrenderti, inerme. Ti vengono in mente gesti stupidi, sdolcinati; e l’unica cosa che riesci a fare è far finta di niente. Mio dio, amico, sei messo da schifo. È inutile che ti accendi un’altra sigaretta e cerchi sollievo in un cocktail annacquato. Avrai certo un’altra occasione, d’altronde se sei arrivato fin qui era perché lei lo voleva. Te la puoi raccontare fin che vuoi, bello, ma sai anche che ora dovrai cominciare tutto daccapo. E sai già quale sarà la fine, se tutto andrà bene, di nuovo: saranno quegli occhi, quello sguardo. Sappi, amico mio, che non c’è fine migliore. E che per quegli occhi, per quello sguardo, vale la pena rovinarsi. Hai avuto la fortuna e il privilegio di trovare chi merita la tua rovina. E non c’è nulla di più bello al mondo che abbandonarsi inermi per cose di tale rara, preziosa e innumerevole bellezza.

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