la profondità della mutazione

Ne avevo già parlato. Oggi su Repubblica, Baricco torna con un articolo a pontificare (perchè Baricco pontifica, bene, ma pontifica) sulla mutazione in atto, la rivoluzione tecnologica in corso, come aveva già fatto 4 anni con il saggio a puntate, poi pubblicato da Feltrinelli, I barbari. Questo articolo è una sorta di postfazione, ambientata in un futuro 2026, non lontanissimo. Tutto è andato, ovviamente, come Baricco aveva descritto nel suo saggio. Questo articolo, però, si sofferma maggiormente su un aspetto che aveva già trattato, ma forse non approfondito come avrebbe voluto. O meglio, tutto quello che nel saggio aveva teorizzato implicava -come presupposto, forse, ma anche come conseguenza- un cambio di paradigma: il senso non è più in profondità, ma in superficie. Una sorta di nuova teoria della conoscenza. In questo articolo Baricco ci spiega cosa ne pensa a riguardo.

Io piano piano mi sto convincendo sempre più che Baricco -nonostante sia Baricco- abbia una qualche ragione in quello che dice. E mi affascina pensare di essere parte di questa mutazione. Avere il compito di riflettere sul modo nuovo di conoscere, sul valore diverso che diamo al sapere, sul senso cambiato che seguiamo è un’urgenza a cui nessuno dovrebbe sottrarsi

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