kollettivo cinematografico nichilista

Frenesi e le sorelle Pisk erano subentrate a quel che era avanzato del Kollettivo Cinematografico Nichilista “Morte ai Porci”, con sede a Berckley: un tentativo, condannato in partenza, di tradurre in atto la metafora della “cinepresa come arma”. I beni del Kollettivo comprendevano macchine da ripresa, riflettori, una moviola, un affusto idraulico per cinepresa, un frigo pieno di pellicole, e, per i primi tempi comunque, un pugno dei più ostinati esponenti del Kollettivo stesso, i quali inserirono alcuni punti dell’antico manifesto in quello nuovo della 24fps – “La cinepresa è una pistola. Un’immagine presa è una morte inflitta. Le immagini messe assieme sono la substruttura di un Giudizio Universale e un aldilà. Noi saremo gli architetti di un giusto Inferno per i porci fascisti. Morte a chiunque grunisce!”

[Thomas Pynchon, Vineland, cit., p.229]

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