pizza americana,

la cui pasta e il cui condimento favoriscono i dubbi sulla sanità mentale e la capacità di discernere ciò che è appropriato e armonioso da ciò che è arruffato e ammucchiato di chi -la pizza- la pesta, la condisce, la cuoce, la mangia, soprattutto; questa pizza -si sentenzia- è decisamente post-moderna:

Prairie lavorava al Tempio della Pizza Bodhi Dharma, che, con alquanto sussiego, offriva il più sano e il più lento fast food della regione, classico esempio del concetto californiano di pizza, nel più malinteso dei sensi. Zoyd era sia un pizzomane patentato sia un inveterato scroccone taccagno, ma mai, neppure una volta, aveva sollecitato a Prairie una sola nepotistica fetta di pizza del Bodhi Dharma. Questa pizza infatti era condita con una salsa pressoché croccante e con una profusione di verdure solo marginalmente italiane e più adatte a una tisana contro la tosse; la mozzarella senza caglio rammentava agli avventori certi surrogati olandesi o varie altre composte; e c’era da scegliere solo fra ortaggi rigorosamente organici, il cui alto contenuto acqueo intrideva, impedendone l’adeguato abbrustolimento in forno, una pasta di grano integrale la cui leggerezza e digeribilità erano pari a quella di un coperchio di chiavica.

[Thomas Pynchon, Vineland, cit., p. 57]

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