Brasile. Pt. 5, Sitio do Conde e l’alba

09-10/03

Sveglia presto, intorno alle cinque del mattino. Una notte calda se ne va. Scendo in spiaggia con la macchina fotografica. Una promessa da mantenere. Un paio di rami piantati da chissà chi nella sabbia mi offrono un punto di riferimento inaspettato. E’ difficile descrivere l’alba. Se non esiste il bello, esistono sicuramente cose e fenomeni a cui affidiamo i nostri parametri per ciò che Bellezza dovrebbe rappresentare: l’alba è uno di questi. Non esiste alba brutta, alba che non stringa il cuore in una carezza da cui sgorghi in qualche preziosa goccia il distillato unico della meraviglia e dell’introspezione. A quelle prime luci del giorno che fanno capolino all’orizzonte su un oceano inquieto, così timide e circospette nel loro apparire, eppure altrettanto -e per inverso- di una luminostità tale da sconfiggere, per legge naturale, le tenebre,  si susseguono i primi raggi come frecce scoccate da un arco; rimbalzano su sottile coltre di nubi, lasciano una scia, e poi si gettano saltando sul pelo dell’acqua e sulla cresta delle onde. Fotografo i diversi momenti, le esplosioni di colori caldi e rossi incendiari che si susseguono senza stacchi o interruzioni. Modificano la percezione del mondo, i colori, quasi senza che abbia il tempo di rendermene conto, tanto avviene con forza luminosa eppure delicata e discreta. Fotografo perché ho una promessa da mantenere. L’entrata in scena del sole, tondo, profondo ed egoista, è un’esplosione di caldo e luce, così intensa e prepotente che pare di sentirne il suono divampare nell’aria: trombe e tamburi, timpani e clavicembali sono la colonna sonora. Quello che fino ad un attimo prima era stato un notturno pizzicato al pianoforte ora diventa una marcia militare trascinante ed epica. Il sole racchiuso tra l’orizzonte e una coltre di nubi -che si è fatta via via più spessa- occupa con il suo diametro il cielo che separava il mare dalle nuvole. Incastonato come nella quadratura del cerchio, pare seduto sul suo trono a lanciare come leggi medievali i suoi raggi che dipingono le nubi di rosa e il mare di luce. Tengo i due tronchi in primo piano come riferimento per fotografare i diversi momenti. Ho una promessa da mantenere: racchiudere in una fotografia quest’alba, per te.

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