Dragonslayer / Sunset Rubdown

Ad un primo ascolto, distratto, sembra quasi che non vi siano interferenze né pause tra un pezzo e l’altro. Un lungo filo raccoglie e unisce i momenti dell’album. Eppure questa continuità è impreziosita e arredata da una folla movimentata di suoni e armonie delle più variegate. I Sunset Rubdown hanno creato un lavoro molto interessante, corposo, intenso.  Fin dalla prima canzone Silver Moons (che ricorda un altro famossissimo pezzo a cui non sono riuscito a ricondurre titolo e autore) si intuisce l’atmosfera dell’album: pomposa, corale, avvolgente. Ogni canzone scivola via, così, avvolgente e corposa; trasmette la tensione verso una complessità mai scontata. La coralità degli strumenti protagonisti tende ad una elevatura di tono che sfiora sempre il limite del “troppo” senza mai superarlo. Coinvolti si seguono gli andamenti musicali che rapiscono e distolgono lo sguardo da quel filo conduttore che guida tutto l’album, e si apprezzano le visite a generi diversi dal glam all’elettronica, dal folk alle sinfonie rock. Come sempre, commenti più approfonditi e pertinenti li trovare qui. Intanto tre tracce dall’album, per farvi un’idea

Silver moons

Black swan

Nightingale/December Song

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