Bella gente d’Appennino / Giovanni Lindo Ferretti

Il volto in copertina dice molto, e ricorda altrettanto, dell’immagine che tanti conservano di Giovanni Lindo Ferretti. Assunto come icona e predicatore di un’ideologia che più non gli appartiene, vate e maestro di molti giovani appassionati, è stato ripudiato e rifiutato dai più che lo adoravano come un traditore e fuori di senno. Resta quello sguardo e quella pelle, entrambi duri, severi, profondi. Genuini e sinceri nel loro mostrarsi per come sono. Questo secondo libro ricalca e prosegue il cammino intrapreso nel primo lavoro. Una raccolta di pensieri e memorie, di nuove convinzioni e aneddoti personali. Lontano dall’autobiografia, Giovanni Lindo Ferretti descrive quello che è il suo mondo, in cui passato e presente dialogano incessantemente; dove il Cielo e la Terra si uniscono in preghiera; i monti e le bestie raccontano la loro verità.

Ciò che maggiormente lascia esterefatti è la prosa. Dopo le prime pagine, quasi disorientanti per l’originalità della struttura narrativa, nella testa inizia a crescere il suo della voce di Giovanni Lindo Ferretti, che tanto abbiamo amato nei dischi e nei concerti. Cresce e ci guida nella lettura, mostrandoci come poco la sua prosa si discosti dalla forma canzone con cui lo abbiamo conosciuto e amato. Ed ecco che si manifesta il ritmo, quello stesso ritmo delle canzoni dei CSI, compare e spadroneggia nelle frasi che si susseguono nel libro. L’istinto è di leggere ad alta voce, seguendo quel ritmo, incessante e coinvolgente, a volte vien pure di cantarle, quelle parole.

Nella musicalità nota delle frasi, emergono significati nuovi, di un Giovanni Lindo Ferretti diverso e da molti per questo disprezzato. In realtà non vi è molta differenza: cambia il tema, ma è solo il volto diverso di una stessa medaglia. Resta l’onestà con cui racconta, senza intenti propagandistici e accenti didascalici.

Meravigliose le pagine sul rapporto con i cavalli, ed il loro valore e ruolo nella storia; propedeutica la descrizione del sentimento per quelle bestie per il racconto, toccante e commuovente, dell’amore e delle cure rivolte alla madre malata. Seppur gli argomenti e i temi siano tra i più lontani nello spazio e nel tempo, ciò che gli accomuna è la spiritualità e la sensibilità di Giovanni Lindo Ferretti che è messa a nudo e che fa venir voglia di accarezzarla.

Ha idee e opinioni che molto si discostano dalle mie, ma l’onestà e l’orgoglio senza secondi fini con i quali le esprime invitano al desiderio di trascorrere del tempo insieme per parlarne, amichevolmente.

Del suo immenso credere, della sua fede incrollabile, della sua intima spiritualità non si può che portargli rispetto, comunque la si pensi.

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2 thoughts on “Bella gente d’Appennino / Giovanni Lindo Ferretti

  1. Ciao,
    concordo pienamente con la tua recensione, mi dispiace soltanto per tutti quelli che pur pensandosi di “sinistra” dimostrano di non esserlo criticando le scelte che Ferretti ha compiuto in tutta libertà.

  2. Ferretti: è una vita che mi incrocio con quest’uomo nelle scelte e nei concetti di fondo. Lo stimo, in qualche modo mi appartiene.

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