intimamente

Si dice spesso dell’erba bagnata dalla rugiada. In pochissimi hanno avuto l’intima curiosità e la nobiltà d’animo di inginocchiarsi sul freddo cemento di un marciapiede per stendere la mano sui freddi steli irrigiditi dall’argento del mattino. Ma l’erba bagnata dalla rugiada è una metafora, una percezione che scorre in ognuno di noi quando impreparati siamo colti dallo smarrimento per la tenerezza di un accadimento. Che sia un banale sorriso, o un incontro inaspettato, che sia il dipanarsi di un paesaggio maestoso o lo slanciarsi di una cattedrale nel cielo, che siano queste o mille altre cose –e delle più diverse- ci rifugiamo in una metafora, proprio come quella dell’erba e della rugiada, perché abbiamo bisogno di un sostegno, perché il nostro cuore potrebbe non sopportare tanta emozione. Scegliamo il più delle volte una metafora semplice, delicata, sottile. Familiare e alla nostra portata, vicina a quel poco che crediamo di essere, ci consola e accudisce. Abbiamo timore a tuffarci un passo oltre, là dove vediamo infrangersi le onde sugli scogli, perché crediamo di non saper nuotare, troviamo la distesa infinita d’acqua che abbiamo di fronte ai nostri occhi straniera e imprevedibile. Non sappiamo e non vogliamo prendere atto del fatto che oltre quegli scogli, appena dopo quel marciapiede, in quel mare ampio e in quel giardino curato c’è il nostro desiderio pungente di sentirci altro e meglio. A volte mi capita e con fatica, ma con tutti mezzi e le forze, provo ad imparare a nuotare e a non usare metafore. Come adesso, ascoltando questa melodia, che disarma e ammalia, lasciandomi in uno stato di incompletezza e pure con il profumo intorno di qualcosa di prezioso e segretamente intimo e puro.

Sciopero. Tema di sciopero / Yo Yo Mundi

e poi preso da questa necessità di pizzicare le corde del bello, per dire ciò che invano ho tentato di esprimere, chi è dotato di genio e grandezza lo coglie in tre brevi versi:

Vedi, io vivo. Di che? Né infanzia né futuro

vengono meno… Innumerevole esistenza

mi si sprigiona nel cuore

Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi

IX Elegia, 77-79

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