canti anarchici e comunisti

Gli ardori politici adolescenziali, come a molti, si sono affievoliti. Non ho mai amato le canzoni di propaganda ideologica, sebbene alcune custodiscano una prosa, una retorica, un concentrato di simbolismo che, ogni volta, irrimediabilmente, mi entusiasma! Non posso che presentare le mie due canzoni preferite a riguardo, che ascolto e canto con un sorriso divertito sulle labbra e un trasporto commosso e convinto nel cuore:

Mano alla bomba

cito:

Presto anarchici accorriamo / a pugnar per la vittoria o il morire / con petrolio e dinamite / ogni classe di governo a disfar e debellar / è ora che spenta sia la dittatura / vergogna e tortura del mondo civil / non più militari nè classi borghese / su fuoco alle chiese e abbasso il poter

Stalingrado – La fabbrica / Stormy Six

cito, di nuovo (e questa veramente m’ammazza!):

Strade di Stalingrado, di sangue siete lastricate;
ride una donna di granito su mille barricate.
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
D’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città

Cento operai in ogni officina
aspettano il suono della sirena
rimbomba la fabbrica di macchine e motori
più forte il silenzio di mille lavoratori
e poi quando è l’ora depongono gli arnesi
comincia il primo sciopero nelle fabbriche torinesi

Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa, d’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città… come si fa a non innamorarsi, a non entusiasmarsi per due versi di questo tono, con questa tensione!

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