Siamo noi

Di questo mondo e degli altri non abbiamo nulla da raccontare. Non siamo scienziati o esperti in nessuna disciplina. Ci barcameniamo tra quattro soldi gettati da una mano ruvida su un tappeto impolverato mentre lasciamo scorrere gli anni tra gli spiccioli che rotolano via. Se sei numeri cambiano la vita è altrettanto vero che i numeri sono infiniti ed impossibile contarli. In fondo non esistono. A quali parole dobbiamo fare riferimento per trovare un approdo senza lasciare alle nostre spalle abiti consunti e chiome legate con elastici orientali? Nella penombra di una stanza si accumulano le scartoffie della nostra indipendenza, ingiallite e disordinate, accatastate negli ultimi anfratti liberi. Spiragli di vuoto reclamano la loro indipendenza, destinati a soccombere stretti e schiacciati dall’ingombrante voluminosità dell’ultima bolletta. Nella libreria convivono a stento libri e compact disc fuori moda che non campeggiano più da anni nelle vette delle classifiche di vendita e per la maggior parte dei quali ci vergogniamo un poco, perché siamo troppo orgogliosi per mostrare la nostalgia che veramente proviamo per un tempo che più non ci appartiene. Ne sentiremmo la mancanza qualora decidessimo di privarcene, per questo li lasciamo ad incancrenirsi in rispettoso ordine alfabetico, controllato e uniformato nelle ultime faticose e svogliate pulizie pasquali. Gli sforzi per sfuggire dal luogo comune sono vani, e lo sappiamo. Ogni strada intrapresa, zoppicando, ci ha riportato nel luogo da cui fuggivamo. Ed è proprio questo luogo che sentiamo maggiormente nostro. Siamo noi stessi i creatori del nostro luogo comune e ci auguriamo, codardi, che lo sia a molti. Siamo stanchi e non vogliamo rogne. Ci sediamo accanto ai colleghi e agli amici sperando di fare presto e senza guai. La soluzione deve sempre essere la più semplice, veloce e indolore. Non vogliamo essere coinvolti né prendere parte a discussioni troppo animate o nelle quali la nostra partecipazione -o presa di posizione- sia richiesta, quando non già dovuta. Ci lasciamo trasportare da moti convulsi di entusiasmo sterile verso ciò che più ci aggrada, e quasi sempre a scapito di altri. Alimentiamo il nostro malessere con ulteriore sconforto, riempiamo un bicchiere già colmo, in un perverso circolo vizioso, per lagnarci della nostra miseria. Non siamo in grado di lavorare se non in prospettiva della domenica o delle ferie programmate da troppo tempo. Svogliati non tentiamo nemmeno di alleggerire il tempo che sentiamo opprimerci come una pietra legata sulla schiena. Non abbiamo voglia di amare perché non ne siamo capaci e mascheriamo ogni desiderio e perversione come un sentimento puro e irripetibile. Non amiamo perché siamo troppo freddi e infedeli con noi stessi. Siamo tutto questo noi che ti parliamo mentre sdraiato fissi il soffitto e ti poni delle domande a cui non vuoi trovare la risposta che già conosci. Siamo noi e, nella tua solitudine, di noi, non puoi privarti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...