Scrivere

Mentre rincasava da una giornata spesa ad ordinare scartoffie rifletteva su quanto fosse difficile trovare parole appropriate per ogni occasione. Lo faceva mentre fumava una sigaretta e tentava appunto di immaginare ciò che avrebbe potuto dire a riguardo con l’obiettivo di essere rigoroso e preciso. Si stancava presto dei suoi esercizi di oratoria, ma gli restava quel retrogusto di fascino, attratto com’era da quella disciplina che riteneva così importante e ammaliante. Se solo ne avesse conosciuto i segreti di certo non l’avrebbe usate per raggirare o irretire, si sarebbe modestamente applicato per potenziare le cose, dicendole, come andavano dette, nel migliore dei modi possibili. Quale forza, quanto potenza sarebbe scaturita dalle cose se fosse stato in grado di raccontarle. Soleva paragonarsi ad un trampolino che avrebbe potuto scaraventarle nel cielo in tutta la loro magnificenza finalmente sprigionata. Immaginava le sue membra vibrare come l’asse posizionata in alto sulla piscina. Di quante cose avrebbe dovuto dire, liberare, far vivere. Si esercitava con le più piccole: fumare una sigaretta, passeggiare in un viale, cuocere un petto di pollo. Scopriva con rammarico ogni volta le difficoltà che si presentavano alle quali con fatica trovava un rimedio, quasi mai soddisfacente. Percepiva la sua inadeguatezza a potenziare quelle cose che descriveva, come opere incompiute aspettavano ulteriore spinta che non era in grado di offrire loro. Osservava a lungo tre romanzi allineati su uno spoglio comodino, inquadrava il mazzo di chiavi sulla copertina di uno dei libri. A lungo cercava nella sua mente le parole più appropriate, le espressioni più convincenti, le atmosfere più appaganti per rendere viva e presente nella mente di ipotetici lettori ciò che comunemente era sotto i suoi occhi. Non voleva vestire di un abito che non indossavano le cose che osservava, semplicemente cercava, con le parole, di illuminare le scene che descriveva. Sapeva di essere entrato in un circolo vizioso dal quale non sarebbe probabilmente mai più uscito. Doveva imparare, esercitarsi a lungo per affilare e affinare i mezzi di cui disponeva. Solo così avrebbe trovato la porta attraverso la quale ritornare. Nel frattempo, camminando, cercava di descrivere se stesso mentre fumava l’ennesima sigaretta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...