Prediche e soste vietate

Mi trovavo ieri sera ad una fiera, o meglio, una saga, organizzata per una vaga ricorrenza. L’assenza di pubblico in castello era dovuta al tempo non bello da una parte, e dall’altra per l’arte scarsa con la quale era stata organizzata la farsa. Veniva celebrata tra cavalli ed elmetti una messa consacrata in lingua latina. L’odor di latrina non scoraggiava i fedeli nemmeno per i cieli che si facevano più tenebrosi. Curiosi andammo ad assistere al cerimonia, e -Dio non voglia- assistemmo ad una predica beffarda nella quale, con una teoria dinamitarda, si elogiavano le Crociate; l’ambiguo frate demonizzava la Rivoluzione francese perché prese l’Europa in una guerra civile, in cui, vile, costrinse gli uomini ad abbandonare Cristo; e vinse senza clemenza aprendo la strada alla scienza, come fosse la spada del demonio. Un encomio rivolse a coloro i quali, uniti in un consorzio, diffidavano dal divorzio, rifuggiva con malcelato protagonismo il pacifismo, e avrebbe bruciato, ogni giorno del mese, le bandiere della pace appese alle finestre di persone ai suoi occhi maldestre e perse nell’oscurantismo del relativismo. Ricadde sulle sue parole, fu proprio quel che accadde, una tremendo temporale, forse simbolo morale della deriva religiosa che abbandonava la sua fonte amorosa. Fuggimmo dalla predica in men che non si dica, più per le parole tocche che per le gocce che si apprestavano a cadere, decidemmo quindi per il bere, medicamentoso liquido per le anime fiere.

Oggi invece, senza sapere il motivo, tardivo mi sono ricordato che avevo parcheggiato la mia macchina in un luogo temporaneamente vietato, e non avevo spostato il mezzo. Ero certo quindi, in quell’intermezzo in cui mi sopraggiunse la sventura, che avrei preso una multa dura e una rimozione sicura che mi procurava commozione per i soldi che con azione affranta avrei dovuto sborsare, potando la pianta delle mie finanze. Tra le stanze del comando dei carabinieri appresi che non ieri ma oggi tutto questo era accaduto senza nessuna scossa alla loro quotidianità. La macchina però non l’avevano rimossa, ma solo spostata, messa vicina ad una parco in via Spalti San Marco. La conclusione di questa narrazione, di poche parole ma che andrebbe tramandata alla prole futura è che, sebbene forse non sia stato ancora dannato, mi sono salvato da un prete cialtrone e da una sicura rimozione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...