io, a questa donna, darei un nobel. Un nobel per qualsiasi cosa (inteso proprio come nome del premio). L’ultima, qui, racconta di come l’ereditiera desideri chirurgicamente un naso ecologico contro lo smog. A parte le facili battute sul perchè abbia bisogno di un naso contro le polveri sottili e non (!), ogni notizia che la riguarda, nelle tristi giornate lavorative, allieta le nostre ore. Direi che come motivazione possa bastare
Bella gente d’Appennino / Giovanni Lindo Ferretti
Pubblicato 12/08/2009 Letture ascolti visioni 1 Commento
Il volto in copertina dice molto, e ricorda altrettanto, dell’immagine che tanti conservano di Giovanni Lindo Ferretti. Assunto come icona e predicatore di un’ideologia che più non gli appartiene, vate e maestro di molti giovani appassionati, è stato ripudiato e rifiutato dai più che lo adoravano come un traditore e fuori di senno. Resta quello sguardo e quella pelle, entrambi duri, severi, profondi. Genuini e sinceri nel loro mostrarsi per come sono. Questo secondo libro ricalca e prosegue il cammino intrapreso nel primo lavoro. Una raccolta di pensieri e memorie, di nuove convinzioni e aneddoti personali. Lontano dall’autobiografia, Giovanni Lindo Ferretti descrive quello che è il suo mondo, in cui passato e presente dialogano incessantemente; dove il Cielo e la Terra si uniscono in preghiera; i monti e le bestie raccontano la loro verità.
Ciò che maggiormente lascia esterefatti è la prosa. Dopo le prime pagine, quasi disorientanti per l’originalità della struttura narrativa, nella testa inizia a crescere il suo della voce di Giovanni Lindo Ferretti, che tanto abbiamo amato nei dischi e nei concerti. Cresce e ci guida nella lettura, mostrandoci come poco la sua prosa si discosti dalla forma canzone con cui lo abbiamo conosciuto e amato. Ed ecco che si manifesta il ritmo, quello stesso ritmo delle canzoni dei CSI, compare e spadroneggia nelle frasi che si susseguono nel libro. L’istinto è di leggere ad alta voce, seguendo quel ritmo, incessante e coinvolgente, a volte vien pure di cantarle, quelle parole.
Nella musicalità nota delle frasi, emergono significati nuovi, di un Giovanni Lindo Ferretti diverso e da molti per questo disprezzato. In realtà non vi è molta differenza: cambia il tema, ma è solo il volto diverso di una stessa medaglia. Resta l’onestà con cui racconta, senza intenti propagandistici e accenti didascalici.
Meravigliose le pagine sul rapporto con i cavalli, ed il loro valore e ruolo nella storia; propedeutica la descrizione del sentimento per quelle bestie per il racconto, toccante e commuovente, dell’amore e delle cure rivolte alla madre malata. Seppur gli argomenti e i temi siano tra i più lontani nello spazio e nel tempo, ciò che gli accomuna è la spiritualità e la sensibilità di Giovanni Lindo Ferretti che è messa a nudo e che fa venir voglia di accarezzarla.
Ha idee e opinioni che molto si discostano dalle mie, ma l’onestà e l’orgoglio senza secondi fini con i quali le esprime invitano al desiderio di trascorrere del tempo insieme per parlarne, amichevolmente.
Del suo immenso credere, della sua fede incrollabile, della sua intima spiritualità non si può che portargli rispetto, comunque la si pensi.
Si fa un gran parlare di mafia, stragi e affidabilità dei pentiti. Ancora, e di più, di arresti eccellenti a dimostrazione di come la lotta del governo sia intensa e fruttuosa. Eppure, se si allarga lo sguardo e non si resta fissi su un punto, qualche dubbio resta. Due articoli, da Il fatto quotidiano, che quei dubbi fomentano: il primo riguarda la messa all’asta dei beni confiscati alla mafia, il secondo sulle dichiarazioni dei fratelli Graviano, su ciò che potrebbero dire (e confermare) rispetto alla deposizione di Spatuzza in merito al rapporto mafia e stato (volutamente minuscolo).


update: voci di corridoio, agghiaccianti, qui
E’ normale arrabbiarsi quando le contraddizioni vengono fatte notare. Le evitassero (ah, se potessero!) non avrebbero di questi scatti d’ira, e la salute (del Paese) ne guadagnerebbe. L’imputato senatore resta un signore, non ci piove, con saldi principi (l’omertà) ed eroici modelli (Mangano). Qui il video; riporto inoltre l’articolo sulla vicenda apparso oggi sul Il fatto quotidiano:
Flashforward, gli Stones (e Tarantino)
Pubblicato 11/26/2009 Letture ascolti visioni Lascia un commentoCondivido totalmente quello che scrive Sofri, quello giovane, qui, sulla scena della sparatoria avvenuta in una puntata della serie Flasforward. Aggiungo che a me è parsa, inoltre, in pieno stile tarantiniano. Piaciuta assai (anche rivedendola).
un motivo in più, questo, per stare attento a frequentare minorenni (e soprattutto presiedere cariche istituzionali), ora che ha raggiunto la maggiore età.




